domenica 21 settembre 2014

Les Garçons et Guillaume, à table! (Titolo italiano: Tutto sua madre) Un film da vedere.

Come anticipato più volte, la ricerca dell'identità che occupa i protagonisti del romanzo “Gente che aspetta” riguarda, in particolare, la loro vocazione artistica più intima, una vocazione spesso soffocata da loro stessi ovvero ostacolata da fattori esterni non sempre governabili: tuttavia, il percorso di crescita di ciascuno finisce poi con il coinvolgere anche il loro rapporto con i sentimenti e con la loro visione generale dell'esistenza. 
Mi piace quindi guardarmi intorno per scoprire come altri, al cinema e in letteratura, hanno affrontato tematiche analoghe.
Tra le svariate possibilità che avevo, ho scelto di guardare un film uscito da poco sulla ricerca dell'identità, affrontata da una peculiare angolazione che, tuttavia, non è la stessa di cui mi occupo nel romanzo, ma che riguarda una delle prospettive possibili su cui fondare questo tipo di analisi.
Les Garçons et Guillaume, à table!” è un film ironico e delicato, un percorso di crescita e scoperta di sé effettuato con gli occhi di bambino, utilizzando il linguaggio del gioco, che è alla base della messa in scena teatrale. 
Uscito nel gennaio del 2014, esordio alla regia dell'attore Guillaume Gallienne, che ne ha scritto il soggetto e la sceneggiatura, adattando un suo spettacolo teatrale, nel film è valorizzato il talento istrionico del protagonista, che dall'inizio alla fine si diverte a interpretare in primo luogo sé stesso: prima di giungere alla finale consapevolezza della propria identità reale, Guillame vive infatti svariate esistenze sul suo palcoscenico immaginario, tentando, in maniera giocosa, spesso ironica, talvolta drammatica, di carpire l'aspetto più autentico di sé.
La cornice è il teatro: un luogo-non luogo, un posto dell'anima in cui poter esplorare in libertà ciò che si è e ciò che non si è, con una sensibilità non comune, in un susseguirsi di situazioni esilaranti che si intrecciano con momenti drammatici, e che pongono in luce l'aspetto più umano e tenero del protagonista.
Ciò che mi piace porre in evidenza qui è che il tema della ricerca dell'identità viene affrontato utilizzando un linguaggio immediato, la messa in scena teatrale diviene, di conseguenza, la cornice ideale in cui sviluppare con coerenza l'intento che, a mio parere, ha animato il regista: affrontare una tematica complessa in maniera giocosa. 
Ma non voglio rivelare troppo, perché questo film va visto!

Guardatelo, magari proprio oggi: può essere un modo per trascorrere un piacevole pomeriggio domenicale!


Nessun commento:

Posta un commento