lunedì 13 ottobre 2014

"Gente che aspetta" tra immagini, idee, sensazioni

Ognuno ha il suo stile e i suoi tempi: è un processo personale.
Per quanto mi riguarda, parto sempre da una sensazione, da un'immagine, da un'idea, e comincio pian piano a costruirvi intorno una storia. Il concatenarsi degli eventi e la struttura fondante arrivano dopo. 
Indispensabile il parere esterno: in base a quello apporto poi modifiche, ripenso ai dettagli, cerco di modellare la storia.
Mi impongo lunghe pause tra una revisione e l'altra, perché quando si legge per troppo tempo la stessa storia non ci si accorge più di ciò che non va.
Si tratta, per me, di un percorso ancora tutto da tracciare, e trovo che questa fase iniziale sia di fondamentale importanza per comprendere in che modo devo affrontare al meglio il prossimo scritto a cui sto già lavorando. Per questo i commenti di chi legge sono i benvenuti: li sto apprezzando molto e sto facendo miei tutti i suggerimenti ricevuti.
Al di là di tutto, quello che mi fa più piacere è essere riuscita a portare a termine questo romanzo nel modo in cui volevo...
Stamane continuano i preparativi per le prossime presentazioni...nell'attesa....qualche riga tratta da "Gente che aspetta":
"Cominciò a pensare all'odore di lei, per sentirla meno distante: gli venne in mente la sensazione che provava accarezzando la sua pelle, sfiorando le pieghe del collo, poggiando le labbra sulle sue labbra, immaginò il calore di quel corpo che per anni aveva dormito accanto a lui, gli abbracci sotto le lenzuola, colmi del desiderio di starle vicino, quando a bassa voce le raccontava come era andata la giornata, le sussurrava all'orecchio qualcosa, e poi affondava il capo nei suoi seni. In quel momento sentiva l'abbraccio di lei divenire più forte, la mano destra sfiorare i suoi capelli. Renato allora alzava il capo e la guardava: ciò che amava di più del suo viso notturno era la ruga sul lato destro della bocca, una ruga che rappresentava il primo segno sul volto di lei. Renato amava adesso più di prima il volto della donna che gli era accanto: per lui quella ruga era tutto, era il sigillo posto sulla loro unione, era il simbolo di ciò che vi era stato, era il senso di ogni giorno vissuto".

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